Teatro Eden

Contenuto nell’elenco dei teatri di varietà, caffè-concerti, cinema, teatri del nr. 6 – Anno XV della rivista Il Cafè-Chantant (11 febbraio 1911) e di cui si riportano queste informazioni per gli artisti: “Proprietari Suvini e Zerboni. Impresario Marino e C. Stabilimento di prim’ordine, aperto tutto l’anno”.

Progettato dall’architetto Giuseppe Pirovano (suo anche il grande edificio eclettico dell’Istituto dei ciechi a Milano), gestito dalla Suvini e Zerboni, il teatro di Largo Cairoli viene lanciato ai primi del Novecento come caffè concerto. Tra questo teatro e l’Olimpia (sito dalla parte opposta di Largo Cairoli) vi è un sottopassaggio che permette agli spettatori delle operette e delle commedie del secondo di andare a sgranchirsi le gambe nel primo, in cui è stata allestita anche una pista di pattinaggio.

Molti sono i grandi nomi che si esibiscono all’Eden. Tra questi Gennaro Pasquariello, Raffaele Villani, Alfredo Bambi, Gabré. Anche lo sport è un intrattenimento consueto della sala: sotto l’egida della Gazzetta dello Sport vengono infatti organizzati i campionati internazionali di lotta greco-romana.

Nel primo decennio del Novecento, Carlo Rota, un eccellente attore milanese che ha recitato per parecchi anni con Ferravilla, decide di fondare una Compagnia Stabile di riviste a Milano. Il teatro lo mette a disposizione la “Suvini e Zerboni”: il vecchio Eden, che per l’occasione viene completamente ridipinto prima in bianco e oro, poi in rosso, cambia anche nome. Luigi Suvini vorrebbe chiamarlo Cabaret Rouge, in onore del Moulin Rouge parigino. Ma sulle colonne del Corriere Luciano Zuccoli si scaglia contro l’uso della lingua francese e propone un più italico Taverna Rossa, che viene subito accettato.

Il programma di riviste viene promosso grazie al fior fiore degli autori dell’epoca, tra cui Silvio Zambaldi, Carlo Rota, Carlo Veneziani, Arnaldo Fraccaroli, Carlo Frattini. Il commediografo Alberto Colantuoni, poco prima dell’inizio del primo conflitto mondiale, scommise una sera con il pubblico che una sua opera (in seguito intitolata Di palo in frasca) sarebbe stata composta e messa in scena in meno di ventiquattro ore. Lavorò tutta la notte e la mattina seguente impegnò attori, attrici, balletto, orchestra e la sartoria. Alle ventuno dello stesso giorno, lo spettacolo, record dei record conseguito, venne puntualmente rappresentato.

La Taverna Rossa non sopravvive al primo dopoguerra: si decide di riportare l’Eden ad una programmazione di varietà e commedie.

Nel 1926 (?) vede il ritorno in scena della Galli, dopo il periodo di lutto per la morte di Arrigo Guasti, con la commedia Ginevra degli Almieri di Giovacchino Forzano.

All’Eden si esibisce anche la compagnia stabile di prosa “Città di Milano”, detta anche delle quattro “P”.

Nel 1935, con la crescita di popolarità del cinema, l’Eden si converte in sala cinematografica.