Camillo Cima

(Milano, 8 ottobre 1827 – Milano, ?? 1908)

Poeta, pittore, architetto, giornalista e commediografo. Completa gli studi alla Scuola Normale e sino a 21 anni è impiegato nel settore del commercio orafo. Nel 1848 prende parte ai moti risorgimentali arruolandosi nell’esercito lombardo. A seguire fu prima cassiere in una azienda di produzione tessile e poi architetto restauratore. Dal 1856 inizia a collaborare con caricature al giornale satirico milanese L’uomo di pietra. Dal 1863 dirige il settimanale L’Illustrazione italiana dei Fratelli Treves.
Nel 1864 pubblica la sua prima poesia in dialetto milanese, l’opuscolo El Meneghin denanz al consilli de disciplina (il meneghino, cioè il milanese, davanti al consiglio di disciplina), affrontando un tema di attualità e destando attenzione.
Nell’autunno di quello stesso anno si decide di spostare la capitale del Regno da Torino a Firenze. Fu decisamente un trauma per Torino e Milano che si vedono relegate in secondo piano e prefigurano decadenza. Quando nel 1867 un gruppo di intellettuali apre un acceso dibattito sull’opportunità di mettere da parte il dialetto milanese, il Cima, insieme ad altri letterati, si erge a strenuo difensore del vernacolo meneghino. Essi decidono di impegnarsi per una rinascita del teatro dialettale che da decenni si era isterilito sulla riproposizione di testi e tipi.
Nell’aprile 1867, insieme ad altri operatori culturali locali, quali Carlo Arrighi – noto con lo pseudonimo di Cetto Arrighi – propone la costituzione del teatro milanese, con articoli su La Frusta del Picozzi, e nel 1869 la società del Teatro Milanese viene effettivamente costituita, consentendogli di rappresentare le sue prime commedie. In tre anni vanno in scena El zio scior, 48 ôrEl pret scapusc, La donzella de Ca’ Bellotta, El mercaa de Saronn, El barchett de Vaver, La festa de San Laguzzon.