Edoardo Ferravilla (Milano, 18 ottobre 1946 – Milano, 25 ottobre 1915), attore e commediografo milanese, dopo una esperienza filodrammatica entrò nel 1872 nella compagnia del Teatro Milanese di Carlo Righetti, conosciuto ai più con il nome d’arte (nulla più che un anagramma) di Cletto Arrighi, e qui militò sino al 1876, dando vita a molti dei suoi più riusciti personaggi. Uno che rimane più vivo degli altri nella memoria dei milanesi è il Tecoppa, che a distanza di decenni rivivrà grazie a Carlo Mazzarella.

In questo estratto da Edoardo Ferravilla parla della sua vita della sua arte del suo teatro, Milano, Società Editoriale Italiana, 1900, egli ricorda come nasce questo tipo:

“Già ho detto che la prima idea del Tecoppa mi venne ispirata, quando ero ancora filodrammatico, dal fabbro De Toma che abitava a porta Magenta e fra l’uno e l’altro colpo di martello si dilettava a scrivere commedie e a bere qualche bicchierino di grappa sempre finissima. Tecoppa non era da principio che il nomignolo dispregiativo del personaggio il quale in commedia rispondeva ai nomi di Felice Marana: e il nomignolo deriva dalla esclamazione meneghina Dio te coppa, Dio ti ammazzi… Perché l’anima canagliesca di Tecoppa potesse rivelarsi al pubblico come l’avevo pensata io, le ho poi messo intorno la commedia I prodezz del Tecoppa dove finalmente il tipo trovò il suo pieno equilibrio. In collaborazione con Bosisio scrissi in seguito Tecoppa in tribunal: il Bosisio mi portò la commedia lasciando addirittura in bianco la parte mia perché ve l’applicassi come a me pareva meglio…”.